Orfey Studio

Alla scoperta del meraviglioso mondo della musica classica

Gli 11 tipi di insegnanti di musica e canto

  1. Quello/a che non ha mai toccato uno strumento in vita sua e non si sa come abbia ottenuto un diploma o qualsiasi altro titolo per insegnare in un Conservatorio o altra Istituzione musicale.
  2. Quello/a che lo strumento lo ha forse toccato in passato ma mai vi ha fatto un esempio pratico in classe. È facile per lui, dall’alto (o dal basso) del suo panchetto dirvi che il passaggio va fatto più veloce e articolato o che non bisogna prendere un fiato per le prossime 8 battute. Insomma, sono alla pari dei vecchi che guardano i cantieri e impartiscono lezioni snocciolando perle di saggezza e suggerimenti agli operai… sempre con le mani dietro alla schiena.
  3. La mamma chioccia. Tiene tutti i suoi allievi sotto le sue grandi ali per proteggerli dal cattivo mondo esterno. Non importa che il ragazzo abbia 15 o 40 anni o sia un pensionato che coltiva il suo hobby, per lei sarà sempre un pulcino che non ha ancora le forze e l’autonomia per difendersi senza di lei. Quelle più subdole (e cattive) scoraggeranno i propri allievi a partecipare a concorsi, audizioni o masterclass al fine di prolungare la loro presenza in classe, anche se fossero passati 15 anni.
  4. Il/la talentuoso/a. A differenza della prima categoria, nessuno mette in dubbio le sue doti (probabilmente che furono) e nei casi più fortuiti (dal suo punto di vista) si diletta ancora nel farvi sentire i suoi virtuosismi più estremi. Purtroppo tra il fare e l’insegnare c’è di mezzo il mare e voi probabilmente siete una barchetta alla deriva.
  5. L’insegnante vecchio-stile (o nazi-insegnante). Pretende la disciplina, la dedizione totale alla musica e allo strumento (o canto o composizione che sia). Segue ancora il vecchio detto che ad ogni anno di studio equivale un numero uguale di ore di pratica giornaliere (1 ora il primo anno, 10 ore al diploma. Al biennio semplicemente ci si fonde con lo strumento). Non vi ha mai fatto un complimento, e se non vi insulta vuol dire che state andando alla grande! Lui non sa cosa significhi pedagogia o didattica infantile e crede che le lacrime e le delusioni, anche evitabili, rafforzino il carattere. Ai suoi tempi i programmi ministeriali erano più lunghi e difficili e non farà certo sconti a voi millenials. Metà dei suoi studenti smette dopo un anno, ad un quarto creerà problemi psicologici di ansia, autostima e paranoie a vita, e l’altro quarto crescerà a sua immagine e somiglianza, probabilmente ottenendo riconoscimenti artistici notevoli, ma sfoggiando un animo glaciale che farebbe rabbrividire Turandot.
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  6. Il padre orgoglioso, simile alla mamma chioccia con la differenza che, per lui, siete il più bravo musicista sulla faccia della terra (e forse l’unico allievo decente che ha avuto) e vi sprona a dare sempre di più, a iscrivervi a concorsi ogni settimana e proietta le sue passate ambizioni su di voi. Vi considera così tanto come un figlio da voler influenzare le vostre scelte di vita, ma è assai permaloso e se non seguite i suoi preziosi consigli (o meglio, imposizioni) se la prende a morte, e probabilmente vi disereda pure, chiudendo completamente i rapporti.
  7. Quello/a a cui va bene tutto e vi riempie di complimenti. Punto. E voi dite: “Boh, si vede che sono un genio”, ma rimanete sempre al solito punto, o addirittura, peggiorate.
  8. Il/la divo/a (in carriera o in pensione, poco importa) che vi spilla 300 euro a lezione per ascoltarvi (si fa per dire) e commentare alla fine con un semplice: “vorrei più emozioni qui e lì. Bene, sono 300 euro, e se vuoi tra un mese faccio una masterclass a Canicattì [nulla contro Canicattì e le masterclass organizzate là] a soli 1200 euro per 5 giorni. Ti conviene!”. Potrebbe andare peggio: potrebbe anche non essere affatto un divo riconosciuto nel panorama musicale.
  9. L’insegnante social. Cattura ogni singola esecuzione, pubblica o privata, dei suoi allievi ed è il più grande esperto di social. Non può mancare un selfie al giorno con l’allievo di turno con la tipica didascalia “Con il bravissimo Pinco Pallino che continua a fare progressi! Sono orgogliosa/o di te! Un bacione”. Beh, è sempre comodo avere un fotografo personale; sicuramente non mancheranno i contenuti foto, audio e video da caricare nel proprio sito o da mandare alle audizioni!
  10. Il/la babysitter. Molti di voi probabilmente, dopo il diploma si sono messi a dar lezioni private o ad insegnare in scuole o istituti musicali ad orde di bambini rumorosi a cui tutto interessa tranne che la musica. E così vi siete trovati in poco tempo dal pensare di trasmettere la vostra grande passione alle generazioni future, a cercare di far smettere di piangere Laura, a cui Mattia ha tirato i capelli. Ma il bello arriverà a maggio/giugno con i saggi di fine anno e le orde di genitori rumorosi che ci rimarranno male se la figlia non sa ancora suonare Per Elisa o, peggio, La marcia alla turca.
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  11. L’insegnante bravo. Ognuno ha il suo e lo potrebbe ritrovare nelle categorie precedenti. L’importante è che si impari qualcosa in un clima quantomeno vivibile e di reciproca stima e fiducia. Se lo trovate non lasciatevelo scappare per nulla al mondo, perché per quanto si possa essere naturalmente dotati, la cosa più difficile è saper gestire il dono che ci è stato dato, e ciò lo si può solo imparare con l’aiuto di una guida cosciente ed esperta.

Fonte: https://lamantedimusicaclassicaimbruttito.wordpress.com

Tamara

Mi chiamo Tamara, sono nata a San Pietroburgo ma vivo a Roma. Sono una pianista diplomata al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, dove lavoro, insegnando pianoforte, e collaboro con diverse orchestre nazionali ed europee. Sono anche l’autrice di questo blog.

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